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Inizia il Festival del Cinema di Venezia, e c'è anche Koinè

Writer: Koinè Journal
Koinè Journal
Aug 26
5 min read


di Vittorio Pigini


Cosa aspettarsi da questa 83esima edizione?


Ormai ci siamo, il countdown sta per scadere ed a breve si taglierà il nastro sull'83a Mostra internazionale d'arte cinematografica di Venezia. Il Festival della Laguna si terrà infatti dal 2 al 12 settembre 2026, per un'edizione che promette grandi ritorni internazionali ed altrettanti rilanci anche e soprattutto per il nostro panorama cinematografico. Gli occhi sono infatti rivolti principalmente ai nostri connazionali in gara, da un veterano come Nanni Moretti ad una delle nuove voci più importanti del nostro cinema come Paolo Strippoli, senza dimenticare quel respiro internazionale che da sempre contraddistingue il Tappeto Rosso di Venezia. Cosa sappiamo e cosa dobbiamo sapere dunque su questa 83a edizione della Mostra del Cinema?


Come si arriva a Venezia83?


Nel proporre una presentazione generale su questa nuova edizione, in attesa di contenuti all'interno del Festival stesso, occorre preliminarmente fare un passo indietro. Tanto a livello di star system in sfoggio sul Tappeto Rosso quanto – soprattutto - in meriti tecnico-artistici, la scorsa edizione del Festival di Venezia si è rivelato un palcoscenico di altissimo profilo. Dal Bugonia di Yorgos Lanthimos al Frankenstein di Guillermo Del Toro (entrambi poi protagonisti alla stagione Oscar), fino al No Other Choice di Park Chan-wook ed il grande ritorno di Kathryn_Bigelow con A House of Dynamite.

 

A questi si aggiungano il “nostro” immancabile Paolo Sorrentino con La Grazia, Jay Kelly di Noah Baumbach ed il vincitore del Concorso Jim Jarmusch con Father Mother Sister Brother. Un altro Leone d'Oro “discusso”, in linea con le chiacchiere che hanno accompagnato la vittoria di quello precedente (La stanza accanto di Pedro Almodovar), tanto per la storia distributiva che il film si portava dietro da Cannes, quanto per lo scarso successo alla consecutiva stagione di premi. Tra i corridoi della Mostra si alzava goliardicamente in coro quell'alone di “contentino”, a differenza della vittoria schiacciante di Povere Creature! dell'80a edizione. Cosa possiamo quindi aspettarci da questa 83a edizione?

 

La giuria di Venezia83


A presiedere la Giuria del Festival 2026 sarà l'attrice, regista e produttrice newyorkese Maggie Gyllenhaal, uscita al cinema quest'anno con il suo ultimo film La sposa!. Da questa semplice riga introduttiva si potrebbero estrapolare molteplici informazioni, ed indizi, su questa nuova edizione, a cominciare dal film che vede protagonisti la neo premio Oscar Jessie Buckley e Christian Bale. Un'attenzione maggiore viene inevitabilmente rivolta sì alle storie di emancipazione, ma l'autrice di La figlia oscura ha dimostrato nel corso della sua decennale carriera di essere ed apprezzare progetti particolarmente audaci e “scandalosi”.


L'ultima volta che ci fu una donna a presiedere la Giuria al Festival di Venezia fu nel 2022, con Julianne Moore, nella quale edizione uscì vincitore Tutta la bellezza e il dolore di Laura Poitras. Non un anno a caso in quanto, a portarsi a casa i premi della Coppa Volpi e del Premio Osella per la migliore sceneggiatura, fu Gli spiriti dell'isola di Martin McDonagh, al quale si arriverà a breve. Si conclude questa sede indicando gli altri membri della Giuria a Venezia83, ovvero il compositore Daniel Blumberg (premio Oscar per The Brutalist), il critico Francesco Casetti, Xavier Giannoli (Illusioni perdute), Kawthar ibn Haniyya (La voce di Hind Rajab), Shahrbanu Sadat (No Good Men) ed il regista e produttore hongkonghese Johnnie To.


Il Concorso di Venezia83


Ad aprire il Concorso di Venezia83 ci sarà Ink, il nuovo film del regista britannico Danny Boyle, autore dell'ultimo 28 anni dopo: il tempio delle ossa ma anche di cult come Trainspotting e The Millionaire. Inoltre, poco fa si menzionava l'autore di origini irlandesi Martin McDonagh, con il regista di In Bruges e Tre manifesti a Ebbing, Missouri che rappresenta uno dei nomi più forti di questa edizione. Cresce dunque l'attesa per il suo ultimo Wild Horse Nine, commedia di spionaggio che vede protagonista una coppia esaltante come John Malkovich e Sam Rockwell. A prescindere dall'esito di Venezia, il film di Martin McDonagh resta uno dei titoli da segnare in rosso nell'agenda di quest'anno. Ma il regista di 7 psicopatici non è ovviamente il solo ad essere favorito per il Palmares finale, con un forte vento che soffia da Est.


Tre infatti i pesi massimi provenienti dall'estremo Oriente inseriti nel Concorso di quest'anno, come Lee Chang-dong, Hirokazu Kore'eda e Shin'ya Tsukamoto. Il regista sudcoreano presenterà il suo ultimo Possible Love, con l'autore che per molti appassionati non ha bisogno di troppe presentazioni, avendo realizzato film straordinari come Burning - L'amore brucia oppure Oasis del 2002. restando nell'estremo Oriente, affascinante la “sfida” interna al Sol Levante tra 2 samurai silenziosi. Nell'angolo rosso l'umanizzante cinema di Kore'eda che, dopo essere stato a Cannes con Sheep in the Box (attualmente nelle sale), arriva in Laguna con Look Back, remake live-action dell'omonimo anime del 2024. Nell'angolo inevitabilmente blu un veterano ed autore di culto come Tsukamoto (Tetsuo) torna al Festival di Venezia dopo il precedente e meraviglioso Hokage, per un nuovo racconto della e sulla guerra dal titolo Mr. Nelson, did you kill people?.


Ricordando un altro gigante in Concorso come Werner Herzog (Bucking Fastard), l'attesa è poi altissima anche per altri autori che, nel corso degli anni, hanno sempre più confermato la loro permanenza nei piani alti del panorama internazionale. Tra questi ovviamente Florian Zeller (Bunker), Casey Affleck (Company) ed Ali Asgari (A bit of light). Senza dover menzionare tutti gli altri concorrenti, e restando ovviamente in attesa di brillanti sorprese, 2 parole devono essere spese anche sui nostri connazionali in gara. Edoardo De Angelis torna al Festival 3 anni dopo Comandante con Il fuoco che ti porti dentro; Andrea Pallaoro proporrà il suo The Echo Chamber, con il film nato da un soggetto originale di Bernardo Bertolucci; dopo la presentazione Fuori Concorso della scorsa edizione, Paolo Strippoli corre per il Leone d'Oro con L'estranea; va infine segnalato un “rumoroso” ritorno, come quello di Nanni Moretti ed il suo Succederà questa notte.



Le Star sul Tappeto Rosso


Uno dei passatempi più ricercati da fan e addetti ai lavori, in occasione dei Festival cinematografici, resta sicuramente la “caccia alla firma”, sperando di trovare il proprio artista preferito che possa lasciare un autografo ricordo. L'edizione 83, da questo punto di vista, promette una ricca sfilata di star system internazionale, a cominciare dai detentori del Leone d'Oro alla carriera di quest'anno ovvero Ellen Burstyn e George Clooney.


Ecco allora una lista di protagonisti e non, dei film in Concorso, che calpesteranno il Tappeto Rosso in occasione del Festival: Kate e Rooney Mara, Orlando Bloom, Penelope Cruz e Javier Bardem, Paul Dano, Stephen Graham, Luca Marinelli ed Alicia Vikander, Guy Pearce, Geoffrey Rush, Robert Pattinson, Romana Maggiora Vergano John Malkovich, Sam Rockwell, Steve Buscemi e molti altri.


Menzioni Speciali di Venezia83


Fino ad ora si è tenuto il focus sul Concorso principale, naturalmente il più atteso specialmente in termini di premiazioni. Questa 83a edizione del Festival di Venezia, tuttavia, porta con sé più di qualche onorevole menzione per quanto riguarda il resto delle Sezioni. Difficile se non impossibile evitare di ricordare i grandi autori presenti Fuori Concorso, come Paul Schrader (The Basics of Philosophy), Lav Diaz (Makikiraan po) ed i “nostri” Gianni Amelio (Nessun dolore) e Mario Martone (Scherzetto). A questi si aggiunge anche il film di chiusura della Mostra, ovvero il nuovo Dio ride di Giovanni Veronesi.


Come spesso ormai accade al Festival, grandissimi i nomi anche dietro la realizzazione di importanti documentari, che quest'anno rispondono ai nomi di Luca Guadagnino (Joie de vivre), Wim Wenders (From Inside Out: The Architecture of Peter Zumthor) e Takashi Miike (Shumei: The Living Legacy of Kabuki). Vi sarebbero infinite altre menzioni da dover fare, tra la sempre intrigante Sezione Orizzonti ed i grandi capolavori della storia del cinema tra i restaurati di Venezia Classici, dovendo per il momento rinviare a prossima sede e promettendo resoconti su questa 83a edizione della Mostra del Cinema.





Image Copyright: La Biennale

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