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  • Writer's pictureKoinè Journal

Ma quale umanità?


di Valentina Ricci.


Con l’editoriale di oggi vorrei fare una carrellata su alcune vicende politiche delle ultime settimane legate insieme da un fil rouge: il totale disinteresse per la condizione umana. È incredibile come questo tema tocchi più o meno da vicino tutte le bandiere politiche e come travolga qualsiasi gruppo umano, al di là del razzismo o di qualsiasi tipo di fobia sociale esistente o non ancora scoperta. Iniziamo.


Mercoledì 22 marzo Giorgia Meloni è intervenuta alla Camera e al Senato per anticipare le tematiche che si toccheranno durante il Consiglio europeo. Tra le tante ci sarà anche quella dei flussi migratori provenienti dall’Africa. In ragione della recente tragedia di Cutro, la linea del Governo odierno è (similmente a ciò che si è sentito finora) di implementare i cosiddetti flussi regolari, quelli cioè che non prevedono partenze improvvise su barconi di fortuna, ma l’uso dei più civili aerei o barche autorizzate dei governi dei Paesi del Nordafrica. Per fare ciò la proposta di punta di Meloni è quella di stanziare fondi del Fmi (Fondo Monetario Internazionale) per la Tunisia, che, bloccata in una forte crisi finanziaria, rischia il default economico. Per Meloni aiutare tale Paese con i fondi europei potrebbe essere la soluzione alle partenze disperate.


Ancora una volta ci troviamo a dover fare i conti con la solita retorica dell’aiutiamoli a casa loro, ancora un altro viaggio in Europa verrà usato per imporre una soluzione che richiede un ennesimo accordo con persone che non sono interessate a bloccare le partenze clandestine. Ancora una volta non verrà proposto niente di concreto per aiutare chi ha bisogno.

Vicenda leggermente più remota (il fatto risale al 14 marzo scorso), ma degna di nota, è quella del divieto al comune di Milano (proveniente direttamente dal Ministero degli Interni) di riconoscere tramite una semplice registrazione all’anagrafe i figli delle coppie omogenitoriali. Sorvolando sulla specificità giuridica del caso (ben approfondita e spiegata da un articolo del Corriere della Sera), questa imposizione dall’alto, in linea con le politiche sociali dell’attuale Governo, mal si sposa con le politiche sociali europee: non ha tardato ad arrivare dal commissario europeo della Giustizia Didier Reynders una tirata d’orecchie per i nostri paladini della famiglia tradizionale. I canoni europei di giustizia e progresso sociale devono essere rispettati da tutti i Paesi membri, pena l’allinearsi a Polonia e Ungheria e andarsi a cercare il ruolo di fanalino coda tra i grandi dell’Unione. Aggiungiamo poi che le uniche vittime di questa logica punitiva (“le famiglie omogenitoriali non possono avere figli, quindi per scoraggiare tale pratica togliamo diritti a chi è già tra noi, compromettendogli l’esistenza”) sono i bambini, che si trovano privati di un genitore nel migliore dei casi, di entrambi per le coppie che usufruiscono della fecondazione eterologa.


Ai fatti si sono aggiunte anche tante parole: le dichiarazioni più eclatanti e vergognose sono arrivate da Rampelli, Mollicone e Roccella (tutti di FdI). I due signori e la signora si sono espressi sull’illegittimità della genitorialità per i figli di coppie gay (“Spacciano per loro figli concepiti con maternità surrogata”, Rampelli) e hanno riaperto una vecchia polemica anche sull’annoso tema della maternità surrogata, definendola “reato più grave della pedofilia” (Mollicone) e “passaggio di denaro con un contratto” (Roccella). Considerazioni superficiali, che ignorano prima di tutto la profondità del dibattito su questi temi e, in secondo luogo, la sensibilità delle persone coinvolte in queste pratiche, abbandonate a se stesse tra i rischi di uno slalom in una legislazione non ben definita che mette a repentaglio la vita di bambini innocenti.


Una logica che va contro qualsiasi buon senso, e un buon senso richiamato da chi invoca la disobbedienza civile dei sindaci, in primo luogo di Beppe Sala, caso portabandiera per la visibilità e la simbolicità delle sue azioni su questo tema. Ci sarebbe da domandarsi infatti come mai proprio Sala, strenuo difensore delle famiglie arcobaleno (ricordiamo la fondamentale foto con i calzini colorati del lontano giugno 2019) si sia arreso così sommessamente all’imperativo del prefetto di Milano, pur potendo avere il sostegno delle istituzioni europee. Ma questa forse è solo malizia personale.


Ultimo ma non per importanza, il caso del resoconto dell’Ipcc (Intergovernmental Panel on Climate Change): il rapporto di sintesi dell’organismo dell’Onu è un documento semplificativo ed esplicativo degli studi condotti tra il 2021 e il 2022 sul cambiamento climatico dall’Ipcc stesso. Oltre agli studi sulle condizioni attuali, alle previsioni di peggioramento e ai danni irreversibili verso cui andiamo senza possibilità di porvi un rimedio, si possono leggere anche proposte per evitare danni ancora contenibili. Il documento è stato redatto in questa forma più breve proprio per essere facilmente fruibile da parte dei governanti di tutto il mondo: il messaggio è un chiaro invito a rimboccarsi le maniche e a fare in modo che i nostri figli e nipoti non dovranno scontare una futura insufficienza di acqua, cibo o fenomeni climatici estremi. Ovviamente però l’eco di questo avvertimento è stato ridotto, alla questione non è stata data la giusta rilevanza (se non in rare eccezioni, come quella di Bonelli che si è presentato alla Camera con i sassi dell’Adige in secca), in nome di una politica svuotata del suo vero senso – costruire un futuro – e riempita di vani successi presenti, miopi e labili, dannosi per le giovani generazioni.


È sorprendente come un tale disinteresse per il bene delle persone talvolta non abbia bandiera, e ancora di più colpisce che casi così eclatanti si manifestino proprio all’avvicinarsi del periodo pasquale. Non perché il giornale sia particolarmente sensibile a tale ricorrenza, ma perché l’Italia come Paese e il Governo Meloni in particolare hanno una spiccata sensibilità verso le feste del calendario cattolico. Le ipotesi per spiegare questo atteggiamento sono due: o i valori cristiani sono soltanto una bandiera sventolata senza significato, soltanto per attirare voti dai credenti (ma sicuramente ci sbagliamo), oppure i nostri governanti si sono immedesimati a tal punto nelle loro credenze, che hanno deciso di impersonare Ponzio Pilato e darsi una bella lavata di mani prima della crocifissione.

Tanto Pasqua è vicina.




Image Copyright: LaPresse

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