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Sciacalli spaventati in cerca di voti.

  • Writer: Koinè Journal
    Koinè Journal
  • 2 hours ago
  • 4 min read

di Luca Simone.


Che il discorso politico in questo Paese fosse ormai scaduto e che l’elaborazione e il ragionamento fossero ferraglia arrugginita non è certo una novità, ma le dichiarazioni rese dal vicepremier Matteo Salvini e da alcuni suoi altri (dis)onorevoli colleghi come Galeazzo Bignami (sì, quello che si vestiva da nazista per “goliardia”) sui fatti di Modena sono quanto di più becero la politica italiana possa offrire, e sono una dimostrazione di debolezza, non certo di forza della maggioranza. Ma andiamo con ordine.

 

Sabato pomeriggio, a Modena, un cittadino italiano di origine marocchina con gravi disturbi psichici (sarebbe questo il modo corretto di descriverlo, lo dico anche ai colleghi giornalisti) si è lanciato con la sua auto su alcuni passanti, travolgendone alcuni e venendo fermato a tragedia avvenuta da alcuni avventori, tra cui un cittadino italiano e due cittadini egiziani. Si tratta di un fatto gravissimo, probabilmente il peggior evento della recente storia modenese, che solo per miracolo non ha causato vittime, lasciando una città e un Paese sgomento.

 

In un contesto come questo, con i feriti ancora sanguinanti (alcuni dei quali con le gambe amputate) trasportati d’urgenza in ospedale tra la vita e la morte, non poteva non infilarsi anche l’estrema destra di Fratelli D’Italia e Lega, ansiosa di sottolineare l’origine marocchina di Selim el Koudri. Il primo a parlare è stato il vicepremier Matteo Salvini, che si è esibito in uno dei numeri che ormai da decenni lo contraddistinguono, ovvero il discorso qualunquista e razzista, dichiarando (come ricordano i colleghi de Il Post) che l’integrazione delle seconde generazioni di immigrati «è fallita», e che «certe persone non sono assolutamente integrabili», quindi è «inutile che per motivi ideologici qualcuno neghi la drammatica evidenza». Non contento, Salvini ha anche proposto di introdurre permessi soggiorno revocabili e immediata espulsione in caso di reati gravi, arrivando a parlare anche di “punteggi” per l’assegnazione della cittadinanza. Praticamente un esame della patente secondo il leader del Carroccio.

 

A fargli da eco, ovviamente, è stata poi Fratelli d’Italia per bocca di Galeazzo Bignami, che ha aggiunto: “stiamo iniziando a sentire quello che non vogliamo sentire dai benpensanti, che si tratta di un italiano, di una persona che va capita, va compresa, di un gesto di un folle. Chiariamo le cose non è un italiano ma un immigrato di seconda generazione. Non c'è nulla da capire, non c'è nulla da comprendere - aggiunge - deve pagare per quello che ha fatto e lo deve fare a casa sua che per quanto mi riguarda non è l'Italia, ma da dove viene, cioè il Marocco.

 

Ora, in un Paese civile queste dichiarazioni verrebbero tacciate di pazzia e sconsideratezza, ma questa è l’Italia, perciò tocca chiarire perché Bignami e Salvini si siano affrettati a mettere la bandierina su questa tragedia, dimenticandosi di emettere il minimo sibilo su quella di Taranto, dove a perdere la vita è stato un bracciante con la sfortuna di essere nero, mentre gli assassini avevano tutta la fortuna di essere bianchi e italiani.

 

Lega e Fratelli d’Italia sono due partiti che hanno fatto della paura dell’immigrazione la propria carta vincente in campagna elettorale, sfruttando le debolezze della sinistra nel trattare il tema e il disagio sociale di tanti italiani legittimamente spaventati da un fenomeno che pare incontrollabile. Non bisogna quindi stupirsi che due esponenti di partiti di estrema destra che danzano senza problemi con i neonazisti di AFD, i franchisti di Vox e i neofascisti di RN abbiano offerto una narrazione così povera dell’avvenimento. Il punto che bisogna andare ad analizzare, però, è il contesto politico in cui queste dichiarazioni si calano, ovvero in un momento di fortissima flessione del centrodestra dopo la batosta del referendum. Centrodestra che, tra l’altro, sta iniziando a sfibrarsi anche internamente dopo la fuoriuscita di Vannacci e dei suoi, che minacciano il sorpasso a destra, e le pulsioni pseudocentriste di Forza Italia, che Marina Berlusconi vede molto distante dalle follie estremiste di questi anni. A dimostrazione di ciò c’è la durissima presa di distanza di Tajani & co sulla vicenda, che senza mezzi termini hanno smentito la narrazione dei colleghi di maggioranza, arrivando addirittura a ribadire come el Koudri sia un cittadino italiano, e sia assolutamente incostituzionale pensare di revocargli la cittadinanza.

 

Tutto ciò, letto da un punto di vista puramente politico, rappresenta una dimostrazione di debolezza e non di forza di FDI e Lega, in quanto rende manifesto il bisogno disperato di sciacallare su qualsiasi cosa per cercare di raschiare voti in vista delle politiche, tentando di far dimenticare come in ormai quasi cinque anni il governo di estrema destra in carica non solo non abbia aumentato i rimpatri e diminuito gli sbarchi, ma tutto il contrario, rinunciando anche alle fantomatiche nuove immissioni di poliziotti e alla “svolta legalitaria”. Lo ricorda un ottimo articolo de L’Espresso, che smonta nero su bianco le fandonie di Meloni e camerati (Lo trovi qui): “Partendo dai rimpatri, secondo i dati diffusi dal ministero dell’Interno, nel 2025 ce ne sono stati 6.097, 5.414 nel 2024 e 4.751 nel 2023. Una media di di 5.420 rimpatri l’anno ovvero il 20 per cento in meno rispetto ai 6.549 rimpatri eseguiti con il governo Conte nel 2019, prima del Covid che bloccò i trasferimenti dei migranti. Capitolo sbarchi. Tra il 2024 e il 2025 se ne sono registrati 66 mila ma, sommando anche i quasi 160 mila migranti arrivati nel 2023 - un anno record - il numero sfiora i 300 mila sbarchi, con una media di quasi 100 mila da quando Meloni è al governo.” Numeri, non chiacchiere.


Per quanto mostruose, quindi, le dichiarazioni scomposte e fuori luogo di FDI e Lega rispondono alla paura elettorale di essere scavalcati anche da Vannacci nel mondo dell’estrema destra razzista, e sono state diramate secondo un preciso calcolo politico. Un calcolo politico che fa della paura e della strumentalizzazione il proprio nerbo, e che punta a titillare la parte più irrazionale dell’elettorato. Un elettorato che in cinque anni di governo non ha visto alcun risultato tangibile sul tema della sicurezza e dell’immigrazione, e che evidentemente ama essere preso in giro. L’importante è saperlo.

Contenti loro, contenti tutti.




Image Copyright: Imagoeconomica

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