Cosa ha ottenuto chi รจ sceso in piazza per menare?
- Koinรจ Journal
- Feb 4
- 3 min read

di Luca Simone.
Nulla.
Potrebbe chiudersi con una sola, semplice, lapidariaย parola la rispostaย alla provocatoria domanda che dร anche il titolo a questo editoriale, ma una spiegazione piรน articolata รจ comunque necessaria.
I fatti di Torinoย rappresentano solo lโultima puntataย di una storia che in questo Paese prende il via decenni fa. Sabato pomeriggioย lโennesima marea umana pacifica scesa in piazza per difendere un presidio di libertร e il diritto stesso alla manifestazione, รจ stata oscurataย dallโazione idiota di una manciata di facinorosi a volto copertoย che si sono macchiati di una serie di violenze di cui, la piรน tristemente famosa, รจ stata il pestaggio di un agente di polizia. Unโazione non solo infame, che giustamente merita la piรน ferma delle condanne, ma anche totalmente controproducente, dato che ha acceso la miccia per una risposta spropositata da parte delle Forze di Poliziaย schierate, che hanno poi proceduto a manganellare senza pietร e soprattutto senza distinzione alcuna tra manifestanti pacifici e non. Inutile polemizzare, ci sono immagini eloquenti di entrambi i fatti, quindi si puรฒ risparmiare tempo e intelligenza nel tentare di prendere le parti dellโuno o dellโaltro campo, dato che la violenza non si puรฒ condannare a targhe alterne.
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Il risultato di questa ennesima infiltrazione (abbiamo assistito negli ultimi mesi ad infiltrazioni costanti da parte di teppisti mascherati a praticamente qualsiasi manifestazione di rilievo, con lโapice toccato a ottobre con lโenorme mobilitazione di Roma per Gaza) รจ stato il medesimo. 50mila manifestanti pacifici trasformati dalla retorica del governoย di estrema destra attualmente al potere in brigatisti rossi, pericolosi terroristi contro i quali รจ necessario il pugno di ferro. Pensiamo solo che Molliconeย (FDI), il โcensore di Peppa Pigโ, ha definito i manifestanti di Torino โcomunisti che votano PD in cambio di tutele sugli spazi occupatiโ. Ora, a parte che risulta giร difficile trovare elettori del PD, ma trovarli anche comunisti pare un esercizio spirituale alla portata del solo Mollicone, il quale perde di vista che gli unici occupanti con coperture politiche sono quelli neofascisti di Casapound. Gli ha fatto eco lโimmancabile ministro dellโInterno Piantedosi, che in audizione alla Camera ha parlato di โviolenza squadrista con tattiche della strategia della tensioneโ. Ovviamente nellโaudizione non ha spiegato come รจ stato possibile che per lโennesima volta manifestanti pacifici siano stati messi in pericolo da una inefficiente azione preventiva dei servizi di sicurezza, incapaci di evitare lโinfiltrazione di poche decine di imbecilli senza appello, ma questa รจ unโaltra storia.
Una narrazione, quella del governo, ovviamente supportata da una pletora di intellettuali (o sedicenti tali) che non hanno esitato a dare la propria lettura acritica della situazione, primo tra tutti Paolo Mieli (per rispetto di chi legge preferiamo non citare Bruno Vespa), da mesi ormai incapace di partorire un ragionamento degno di questo nome.
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Il risultato di questa aggressiva campagna mediatica รจ stato ampiamente raggiunto. La manifestazione di sabato, lโennesima che dimostra quanto una larga parte di questo Paese sia stanca, sia indignata per ciรฒ che vede e sente e voglia gridarlo pacificamente, รจ stata trasformata in una โfabbrica brigatistaโ, in un โattacco allo Statoโ, e persino il pestaggio di un agente di polizia si รจ trasformato in unโoccasione per il governo di mettere a tacere tutte le voci che parlano di mancati investimenti, organici inadatti ed emergenza sicurezza. ร bastato far rimbalzare le immagini del pestaggio (che per lโennesima volta non va solo condannato, va ostracizzato) per mostrare la propria ideale incarnazione dellโordine che i pericolosi manifestanti di sinistra vogliono rovesciare.
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Ecco questi sono i risultati che hanno ottenuto i baldi giovani, che qualcuno avrebbe chiamato โutili idiotiโ, nel prestarsi allโantico gioco, di cui la politica italiana รจ maestra, dellโ โinnalzamento eterodiretto della tensioneโ. Non serve certo ricordare in questo editoriale che lโItalia รจ il Paese degli Anni di Piombo, in cui le enormi manifestazioni studentesche e operaie sono state ridimensionate proprio grazie alla strategia della tensione, che faceva degli scontri di piazza una delle sue principali tattiche. Non serve certo ricordare in questo editoriale i brillanti risultati ottenuti dalla violenza in quegli anni, che hanno portato al rafforzamento dei partiti dโordine come la DC e allโincremento della repressione statale con โleggi specialiโ che hanno spezzato la possibilitร di poter alzare la voce per chiedere piรน diritti e meno disuguaglianze. Ecco, non serve certo ricordare questo per poter capire come mai trenta incappucciati, tutti giร conosciuti dalle forze dellโordine, siano potuti entrare indisturbati in una manifestazione per mettere a ferro e fuoco unโintera cittร .
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Questo editoriale, casomai, puรฒ servire a ricordare a chi non condanna i violenti, a cosa realmente serve la violenza: a dare lโoccasione alla repressione di fare un altro passo in avanti.
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