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  • Writer's pictureKoinè Journal

E questa sarebbe leadership?


di Luca Simone.


Sono ormai mesi che sentiamo i vari trombettieri filogovernativi descriverci la Meloni come una Iron Lady che tiene sotto controllo anche le anime più riottose di questo governo che si regge con l’aiuto della colla del discount. Addirittura Bocchino, il più estremo di tutti, si è spinto a parlare di una Meloni come erede della Merkel, che porterà non solo l'Italia, ma l'Europa su nuovi binari. Bocchino, se ne sei convinto tu, come potremmo mai noi poveri mortali osare contraddirti? Ma se la Meloni è così forte, come mai nel suo governo ognuno fa come gli pare?


Cerco di spiegarmi meglio. Negli ultimi mesi abbiamo assistito ad una serie ininterrotta di scivoloni fatti da personalità importanti dell'esecutivo che sono state salvate da una Meloni che dava l'impressione di dover fare da balia più che da leader. Prima i rave, con la proposta ridicola di Piantedosi che, non contento, appena qualche mese dopo prende l'immagine mondiale dell'Italia e la accartoccia con i suoi deliri. Poi abbiamo avuto Nordio, che non faceva in tempo a parlare per poi doversi smentire perché superato dai fatti. Ci tengo a ricordare che dopo aver denigrato le intercettazioni, qualche ora dopo veniva arrestato Matteo Messina Denaro proprio grazie a quello strumento (Nostradamus). Poi c'è stato Valditara con le sue minacce da quattro soldi contro i presidi antifascisti, e la premiata ditta Delmastro-Donzelli, due che a quanto hanno dimostrato non hanno neppure idea del mestiere che fanno. Tra l’altro, è notizia di queste ore, che nel Consiglio dei Ministri che si è tenuto a Cutro (non si sa con quale faccia si siano presentati), si è deciso che Piantedosi e Salvini verranno commissariati, perché la gestione della sorveglianza marittima passa al Ministero della Difesa, e quindi a Crosetto, fedelissimo della Premier. Un terremoto a cui francamente non eravamo pronti, mi chiedo cosa dirà il sempre pacato Capitano, che ha passato l’ultima settimana a vantarsi della “sua” Guardia Costiera. La leadership della Meloni in pratica passa dal mettere i Ministri che l’hanno obbligata a nominare dietro alla lavagna in punizione, piuttosto che dal richiederne le dimissioni. Io ho come l’impressione che tutta questa voce in capitolo poi non la abbia se non può nemmeno azzardarsi a criticarli apertamente.


Ultimi, ma non per importanza, Berlusconi e Salvini. Il primo ha messo in crisi un anno di lavoro diplomatico di non uno, ma due governi (e di entrambi faceva parte) per dare la sua versione dei fatti sull'invasione dell'Ucraina. Cavaliere, non si offenda, ma si occupi di olgettine, che la politica internazionale me la faccio spiegare da Caracciolo. Salvini invece, che abbiamo anche poc’anzi nominato per i suoi non-meriti, fa il diavolo a quattro su qualunque cosa purché si parli di lui, dato che a quanto pare deve guardarsi bene da una serie di ras leghisti che vorrebbero farlo fuori per i suoi risultati elettorali e politici discutibili. A questi successi si aggiunge poi l’imminente commissariamento, immagino proprio la felicità di Giorgetti e Zaia dalle parti di Via Bellerio. Servirà inventare un Ministero apposito per contenere le competenze del leader del Carroccio. In pratica, il quadro dipinge una situazione in cui chiunque può dire la prima cosa che gli passi per la testa, e abbiamo visto che di solito non è sensata, tanto qualcuno che lo difende lo troverà. Ripropongo dunque la domanda che a me pare scontata: ma questa vi pare una leadership?


Se poi consideriamo il fatto che nei mesi scorsi queste cose sono passate sottotraccia perché mancava un'opposizione, l'elezione della Schlein ha clamorosamente rovesciato il tavolo. I titoloni di Libero, La Verità, Il Giornale ecc si sono sprecati nel ripetere fino allo sfinimento che non c'è da preoccuparsi di una estremista LGBT, di simpatie bolsceviche. Ma se non c'è da preoccuparsi, perché ne parlano continuamente? Qualcosa non torna.


Non sto qui a dire che la Schlein farà la rivoluzione, è stata eletta da 10 giorni, dovrà dimostrare sul campo se davvero riuscirà a dare una sterzata politica al PD. Ma la risposta del mondo di sinistra per ora c'è. I sondaggi mostrano un +3% in appena una settimana, e la manifestazione di Firenze ha raccolto le adesioni di un mondo fino ad ora rimasto silente, che sente di nuovo di poter dire la sua. E in tutto ciò c'è Conte, ben contento di dover dialogare con lei e non con Bonaccini. Non sembra infatti che i due abbiano intenzione di pestarsi i piedi, anzi, il paventato "terremoto di schieramento" che aprirebbe le praterie al centro, potrebbe non avvenire mai. Anche perché non è mai avvenuto dal 1992 in poi, con buona pace di Calenda e Renzi.


In tutto ciò la Meloni riesce a fare danni anche da sola, perché l'aura mistica da desaparecida che ha deciso di darsi, non concedendo interviste e riprendendosi da sola come una Chiara Ferragni qualunque, non basta più. Iniziano ad essere necessarie risposte politiche serie. La vicenda di Cutro ne è un esempio. Il Paese è rimasto scosso sia a destra che sinistra, perché quando dal mare tirano fuori i cadaveri decomposti dei neonati, anche il più feroce dei meloniani ha un sussulto. E ci mancherebbe altro. La risposta balbuziente della premier, arrivata dopo giorni e giorni, dopo le parole vergognose e ridicole del suo Ministro dell'Interno (rigorosamente non commentate), non basta più. Anche perché ho la sensazione che questo governo si faccia opposizione da solo, serve solo qualcuno che sappia sfruttarla. E quel qualcuno potrebbe essere arrivato.


È ora di vedere se la Meloni è una tigre vera o di carta. Se la risposta politica ai disastri è il silenzio o il commissariamento, mi aspetto a breve un governo tricefalo formato da Giorgetti, Lollobrigida e Crosetto. Se a voi elettori piace così…

Fino ad ora è bastato vedere l'ombra di un origami per gridare alla nuova Thatcher.

Ci erano cascati tutti, me compreso. Occhio perché a fare la fine di Liz Truss è un attimo.








Image Copyright: ANSA

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