top of page

Estranei (2024)

Writer: Koinè Journal
Koinè Journal
Mar 20, 2024
4 min read

di Stefania Chiappetta.


Nello spazio liminare tra l’oscurità della notte e le prime luci dell’alba, il vetro di un’ampia finestra che si affaccia sulla Londra contemporanea delimita il corpo di un uomo a petto nudo, presentato nel semplice atto di osservare il giorno che nasce. La vista della sua figura specchiata, costringe sullo sfondo della scena gli scheletri di grattacieli simili verso cui i raggi solari sembrano infrangersi, per sottolineare l’ambiente in cui abita l’uomo. Estranei, l’ultimo film del regista inglese Andrew Haigh, si colloca da subito in uno spazio anonimo, riflessivo, in cui emergono senza freni tutte le caratteristiche del melodramma cinematografico a cui la sua filmografia è legata.


Il nostro protagonista è Adam (Andrew Scott), un’anima solitaria che vive in un appartamento di uno di quei grattacieli precedentemente visti, la cui reclusione verso il mondo esterno sembrerebbe appartenere all’atto creativo del suo lavoro. Egli infatti è uno sceneggiatore cinematografico, alle prese con una nuova storia da scrivere o, in questo caso, da immaginare. La sua vita, come ci suggerisce la scena iniziale, tende verso una dimensione mentale\visiva alla cui base si annida una sorta di alienazione incomunicabile, che delimita il tono del film. Le azioni narrative iniziano con la visita nel cuore della notte di Harry (Paul Mescal), un vicino sconosciuto che chiede semplicemente di poter entrare in casa per condividere del tempo insieme, con un richiamo al tema del vampirismo delle storie gotico\romantiche.


Il rifiuto iniziale che consegue, visivamente espresso dall’oggetto scenico della porta dell’appartamento che resta chiusa, libera la sceneggiatura – adattata dal romanzo omonimo di Taichi Yamada – di evolversi in una escalation narrativa per il protagonista, votata alla riscoperta del lutto, dell’omosessualità taciuta e dell’infanzia perduta. Ogni tema affrontato però, si dispiega circoscritto nello stato mentale del personaggio, esternato in modo visivo dalle immagini nonché dallo status stesso del mezzo cinematografico, che qui diventa spazio adatto alla proliferazione di fantasmi del passato, che accompagnano le relazioni del protagonista.


Mentre la storia entra nel vivo, la regia di Andrew Haigh accresce frammentandosi in una temporalità evanescente per misurarsi con la solitudine del mondo contemporaneo, in cui il senso di estraneità che si manifesta sin dal titolo (in originale All of Us Strangers) diventa una condizione cronica, condivisa, dell’essere umano. Un sentimento questo che confluisce, al pari dei fantasmi che circondano Adam, in una dimensione infestante allacciata al suo viaggio interiore, portando ad una regressione simbolica infantile nella sua vita da uomo adulto.

 

Liberando quindi un’interiorità votata al rimpianto ed alla perdita, temi chiave del mélo cinematografico, Adam intreccia – dopo il rifiuto iniziale - una “relazione” con il suo vicino Harry, portando all’affermarsi della sua omosessualità, che deve però misurarsi con la sua infanzia ed il rapporto spezzato con i genitori, quando egli aveva appena 12 anni. Infatti sua madre (Claire Foy) e suo padre (Jamie Bell) sono morti circa 30 anni prima, in un incidente d’auto, sottraendosi dalla vita del protagonista non solo come corpo, ma soprattutto come presenza relazionale. 


È così che Haigh, attraverso una visione minimalista fatta di primi piani ed inquadrature fisse che favoriscono le lunghe conversazioni tra i personaggi, cristallizza tra passato e presente il fantasma delle relazioni che tracciano la vita umana, i segni invisibili che lasciano addosso. Anche i corpi sullo schermo, bellissimi, nudi, vicini, molto spesso appaiono solo come presenze riflesse, specchiati in oggetti scenografici inanimati, per trasferire nell’immagine la loro assenza fisica.


La persistenza dell’elemento fantasmatico\sovrannaturale, che porta la trama ad una ricerca quasi spietata dell’emozionalità nell’audience, viene resa per volontà del regista in chiave queer, ricercandola soprattutto nell’esistenza (o non esistenza) del legame tra i due co-protagonisti, ma rilegandola un po' troppo ai margini, come smarrita in un tempo presente che Adam non sa davvero vivere, che non riesce a comprendere. Ci si abbandona, anche sul piano tecnico, ad una perdita di senso che traspare soprattutto nello spazio scenico costruito, e che riflette il sentire queer sopracitato, dividendo gli interni in cui i personaggi si muovono (giusto sottolineare che essi sono solo quattro), in due ambienti separati.


Il primo ambiente, adulto e vuoto, è il grattacielo anonimo della periferia di Londra, con i suoi appartamenti asettici che tendono ad alienare al loro interno le persone, restituendo un senso di oppressione per la sua altezza, che si estende in una visione verticale della sua architettura. L’unico modo per riempire il palazzo è con il calore, forse solo immaginario, dell’atto sessuale, unendo i corpi nudi di Harry e Adam in inquadrature strette.

 

Il secondo ambiente, infantile e sicuro, è invece la casa di mattoni in cui il protagonista viveva con i genitori, situata nella campagna inglese e riempita con tazze di tè caldo ed addobbi di natale, indicando una quotidianità perduta ma vissuta in un altro tempo. Di questa divisione netta, iconografica, si fa carico la fotografia del film che, separando geometricamente i confini spaziali, la esprime con cambi tonali di colore: notturno e scuro l’appartamento, calda, sgranata e quasi opprimente la casa d’infanzia.


A circondare gli spazi privati e mentali, troviamo il mondo esterno in cui Harry ed Adam cercano di adattarsi come coppia in un tempo ristretto, malinconico, reso nel film attraverso un’esplosione di lampade al neon ed eccessivi movimenti di macchina che intervallano una regia riflessiva, anche se durano su schermo solo pochi minuti.

Nel vortice emozionale del film, che imprigiona sul piano emotivo proprio per l’eccesso melodrammatico della vicenda, resta impressa la colonna sonora pop\drammatica che accompagna sequenze ed azioni, mostrando il ricordo di un passato vissuto e condiviso, reale. Spaziando dai Frankie Goes to Hollywood, ai Blur fino ai Pet Shop Boys, quello che si restituisce è un calore nostalgico che rievoca gli anni 80’ e le sue influenze musicali, in cui non solo Adam era un ragazzino ma lo era lo stesso regista: quasi una chicca biografica, verrebbe da pensare.


Nella sua interezza, Estranei è una storia di fantasmi ed amori che non possono stare al mondo, fortificato da prove attoriali credibili, che aiutano a ritrovarsi laddove le reali intenzioni narrative appaiono sfumate, evanescenti come i corpi dei personaggi. Resta inoltre, anche dopo la sua conclusione, il sapore amaro di un finale da scoprire, che non ha paura di risultare troppo pesante, anticipato dagli stessi oggetti e dagli spazi del film; perché quello che abbiamo visto accadere è reale e non può non legarci insieme, anche se siamo tutti solo degli estranei.

8 Comments


terrygr.a.y.78.4.41
5 days ago

sobre a Hiperbet, eu só dei uma passada rápida pra ver como o site organiza as infos e achei bem de boa de entender. Não fiquei caçando jogo nem bônus, foi mais curiosidade mesmo, e curti que eles já deixam claro logo de cara que é um portal independente e não o site oficial, então não rola aquela confusão chata. Também ajuda bastante ter um “resumo rápido” em formato de tabela, porque dá pra bater o olho e pegar os pontos principais sem ficar rolando eternamente. No geral parece tudo bem separado, com blocos curtos e títulos diretos, e esse quadro de resumo em colunas fica bem visível na página.

Like

pennywagne.r86.4.41
7 days ago

https://789winn.games/ nhìn có dễ rối không nhỉ? Mình ghé lướt vài phút thôi để xem bố cục ra sao, kiểu mở lên là muốn biết ngay có phải mò mẫm nhiều không, và nói thật là nó sắp xếp khá gọn nên mắt bắt nhịp nhanh, phần trên trang chia khối rõ nên kéo xuống là biết mình đang ở đoạn nào mà không bị lạc. Chữ hiển thị ổn. Khoảng cách dòng vừa. Mấy bảng thông tin trình bày theo cột nhìn thoáng, liếc số liệu không bị dính. Menu cũng đặt dễ thấy, đổi mục cái là qua liền. Không cần đọc kỹ vẫn hiểu cách điều hướng. Nói chung mình chỉ xem nhanh cho tiện thôi, nhưng…

Like

melaniemarshall6592
Sep 10

xx88 today tối qua mình lướt lúc nghỉ tay vài phút thôi. Vào trang thì cảm giác dễ chịu kiểu không bị rối mắt, chữ nghĩa và tiêu đề đặt rõ nên kéo một đoạn là biết mình đang ở mục nào, không phải căng mắt tìm. Mình đọc nhanh bài giải đáp cho người mới, phần nói về giao dịch ngân hàng trong ngày trả lời thẳng “có” và ghi là hỗ trợ nhiều khung giờ, đọc cái hiểu ngay chứ không vòng vo; mấy khối nội dung tách theo heading nên nếu chỉ cần một ý là quét qua là bắt được, không bị dính một cục chữ dài. Nói chung dùng kiểu “xem cho biết” mà vẫn…

Like

katrinacha.vez.52.0.2
Jul 20

https://xosoplus.mobi/ mình ghé thử cho biết vì thấy mọi người nói nhiều, kiểu vào xem giao diện họ làm ra sao thôi. Lướt một vòng thấy họ chia mục theo ngày khá dễ hiểu, có đoạn XSMB theo ngày rồi tách riêng phần dự đoán cho 20/7/2026 nên không bị lạc. Mình thích nhất là mấy khối số liệu nhìn gọn, đặc biệt bảng “Đầu Lô tô / Đuôi Lô tô” trình bày theo cột nên mắt bắt nhanh, kéo xuống vẫn theo kịp. Không phải kiểu nhồi chữ dày đặc, tiêu đề với nội dung tách ra rõ ràng nên đọc đỡ mệt. Nói chung cảm giác là trang này ưu tiên cho người lướt nhanh, nhất là khu…

Like

billy24barne.s7.8.3.5
Jul 07

GG88 mình mới lướt thử vì thấy bạn bè nhắc hoài, kiểu vào xem cho biết chứ không định đọc sâu. Cảm giác đầu tiên là giao diện làm khá gọn, nhìn hiện đại mà không bị rối, nên người mới bấm vào cũng đỡ hoang mang. Mình thích cái cách họ để mọi thứ tối giản, chữ nghĩa vừa đủ, không nhồi nhét quá nhiều thứ một lúc. Kéo xuống vài đoạn là thấy nội dung chia theo từng khối rõ ràng, nhìn phát biết phần nào đang nói gì. Với lại mấy danh mục sắp xếp khá khoa học nên tìm nhanh hơn mình tưởng, không phải đảo qua đảo lại quá lâu. Nói chung trải nghiệm lướt…

Like
bottom of page