• Koinè Journal

Il grande ritorno della politica. Da quattro soldi.


di Luca Simone.


Dovevano essere meglio dei migliori. Doveva essere il ritorno trionfale della politica dalle ceneri di sé stessa. Doveva essere un governo nuovo, fresco, giovane, inclusivo, insomma doveva rappresentare in pompa magna la politica che torna finalmente a dire la sua dopo anni in cui era stata messa in secondo piano dai tecnici. Non è stato nulla di tutto ciò. E non serve neppure soffermarsi troppo sul fatto che una buona metà degli organici che compongono questo esecutivo aveva già ruoli nell’altro, quello brutto, quello di Draghi, quello dei tecnici. Per giudicare questo governo come disastroso, basta fermarsi ad analizzare quello che fa. E non è passato neanche un mese.


Dopo la falsa partenza dei rave, una parentesi per fortuna durata poco, perché francamente era terribile dover parlare di ragazzi che ballano con un inverno e una recessione alle porte, il think tank della Meloni ha dovuto immediatamente sostituire il motivo di indignazione, e ha deciso di giocarsi il tutto per tutto litigando con la Francia. Ma sì, ma sì, ma dopotutto di sti francesi ma che ci dobbiamo fare, non hanno ancora digerito il 2006, il fatto che gli abbiamo rubato Platini e le guerre galliche, e noi invece col cavolo che ci siamo dimenticati che questi qua ancora hanno la Gioconda. La Nostra Gioconda. La Gioconda italiana. Tutto parte il 10 novembre, quando si chiude la vicenda della nave Ocean Viking che riceve il via libera per attraccare al porto di Tolone. La Meloni, ormai abituata a parlare il meno possibile per paura di spararla grossa (tranquilli, nei giorni successivi parlerà, e sarà pure peggio) tace, e subito scatta in avanti il sempreverde (in tutti i sensi) Matteo Salvini, che con un tweet annuncia “Bene. L’aria è cambiata”. Panico all’Eliseo e al ministero degli Esteri francese, ci si aspetta una smentita o quantomeno una presa di distanza da parte della Premier dall’ennesima boiata detta da uno che fa il tiktoker compulsivo invece di fare il politico, e invece dopo ore e ore, da Palazzo Chigi filtra una nota che asseconda i rigurgiti del Capitano. Macron è furioso, sa bene che la sua opposizione interna non aspetta altro che questo per saltargli addosso sulla questione dei migranti, guidata proprio da quella Le Pen alleata dei nostri cari sovranisti. La crisi continua, neppure l’intervento di quel poveracccio di Mattarella, che dopo neanche due settimane deve già trovarsi a mettere le pezze ad una crisi internazionale scatenata da un governo che dentro ha Durigon e la Santanchè, e agli Esteri fa sfoggio di Tajani.


Inizia così la nuova bagarre sulle ONG. Sì perché dalla crisi diplomatica coi transaplini, si passa subito ad attaccare quelli che in mezzo al mare ci vanno, e lo fanno per salvare vite umane. Ci è toccato sentire il dott. Piantedosi, a quanto pare Ministro dell’Interno a sua insaputa, che parlava di “carico residuale” (se si fosse accorto di fare il ministro sono sicuro che avrebbe evitato certe espressioni) riferendosi a quei poveri cristi che dopo aver subìto ogni genere di violenza nelle carceri libiche, devono pure rimanere in mezzo al mare per aspettare di sbarcare, magari azzardandosi anche a chiedere di avere salva la vita. Ci tengo tra l’altro a ricordare che in un mese l’irreprensibile Piantedosi ha portato a casa un provvedimento che vieta a più di 50 persone di riunirsi, stile dittatura dei colonnelli, e si è intestato la battaglia contro le ONG, dimenticandosi che per risolvere la crisi migratoria delle ONG ha bisogno. Ottimo lavoro, è sulla buona strada per far rimpiangere Maroni (buonanima).


Ma fino a qui ci siamo occupati di roba estera, di francesi, di Europa e addirittura di neri, ma la Meloni mica dorme sul fronte interno, in queste ore ha infatti presentato la legge di bilancio. Oh, finalmente una buona notizia, sapremo come verrà affrontata la recessione, il problema bollette, vedremo finalmente se c’è questo benedetto scostamento di bilancio per andare in controtendenza con Draghi. Illusi. Dentro non c’è niente. Anzi no, una cosa c’è, a quei poveracci che prendono il reddito di cittadinanza, sapete che si fa? Glielo togliamo. Ma sì, ma chissenefrega se per il 70% sono considerati inabili al lavoro, se le truffe così tanto sbandierate rappresentano una parte irrisoria del totale, e se il provvedimento SICURAMENTE e DOVEROSAMENTE migliorabile ha assicurato la sopravvivenza di milioni di poveri. Chissenefrega, secondo Roberto Durigon, questi prima o poi un lavoro lo trovano, inutile stare a fare troppe pippe. Oh, lo ha trovato lui lavoro, e pure abbastanza importante, ce la possono fare tutti. Addirittura Cassano lavora alla Rai. Ah e ricordo che Durigon è lo stesso che si è dovuto dimettere dopo aver proposto di voler intitolare un parco ad Arnaldo Mussolini, quindi il lavoro c’è, non state a triturarle. Andate e cercatelo.


Dunque questo è il governo che doveva cambiare le cose? Lo chiedo a voi che state leggendo. È questo quello che vi aspettavate? E non mi rivolgo ad imprenditori ed evasori, tutti contenti immagino, ma a voi, poveracci delle borgate e delle periferie che avete sperato che la Giorgetta della Garbatella pensasse veramente a voi quando parlava di “cambiare le cose”. A voi che fino a ieri avete campato con l’elemosina che vi dava lo Stato, e che da domani dovete andarvi a cercare un lavoro perché siete stati svogliati voi nel non trovarlo. Siete contenti? E un ultimo appunto alla Premier (non mi avrete mai sull’uso del maschile): Meloni, ma cosa mi combini in conferenza stampa? Ma la vogliamo fare finita? Le pare normale presentare la legge di bilancio che deciderà se milioni di italiani questo inverno possono o no accendere i termosifoni e mangiare, decidendo di prendere cinque domande perchè “mi aspetta la Confartigianato”? Ma chissenefrega della Confartigianato. Fa tanto la Lady Oscar che lotta contro tutto e tutti (oddio forse ho sbagliato esempio), e poi non ce la fa a rispondere seriamente a domande su argomenti che ha discusso fino a dieci minuti prima? Ecco, la verità, ed è forse la cosa peggiore, non è che la Meloni o chi per lei non sappia cosa rispondere, il problema è che lo sanno perfettamente. Il problema è che fa schifo quello che risponderebbero. Questa è la Destra, tanti urli ma niente contenuti, lo dice la Storia. E quindi via col valzer del vittimismo.


Quanto ancora durerà? Quo tandem abutere, Giorgia, patientia nostra? E soprattutto quella di chi l’ha votata. Perché ad una certa, pure dei neri e dei francesi cominciano a fregarsene, quando a casa manca il pane. In bocca al lupo Lady Oscar.




Image Copyright: Zazoom

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