"Povertà" è un sostantivo singolare con una realtà plurale
- Koinè Journal

- Jul 7, 2025
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di Chiara Capozzucca.
Dagli ultimi report di Caritas Italia e Istat emerge chiaramente che la povertà è una realtà multipla, dove a quella economica si intrecciano strette anche quella educativa, abitativa ed energetica, sanitaria ed alimentare.
Caritas Italia, nel 2024, ha accolto e sostenuto il 3% in più di persone in situazione di indigenza. Seppur il dato non sia alto, non è positivo: dal 2014 al 2024 la percentuale di situazioni prese in carico dal centro si attesta al 62,6%.
Quel che più preoccupa è che il lavoro non è più la garanzia di una vita dignitosa. Il 21% dei lavoratori ha un reddito troppo basso per condizioni di vita adeguata, anche a causa dell’abbassamento dei salari reali e dell’aumento del cosiddetto “lavoro povero”. Capiamo, quindi, che in questo momento non è il lavoro che permette la stabilità ma la rendita, cioè il possesso di beni ereditati da cui è possibile ricavare un guadagno, tipo un immobile.
Nonostante ciò, è proprio il Mattone, la Casa, la difficoltà più tangibile: tra gli assistiti della Caritas italiana il 21,3% vive in condizione di esclusione abitativa. Chi invece un tetto sopra la testa ce l’ha si trova a fronteggiare affitti troppo alti, strutture problematiche o povertà energetica, che tradotto nella realtà di questo Luglio significa che stanno morendo di caldo, perchè non possono permettersi di raffreddarla.
La criticità si acutizza se passiamo alla povertà sanitaria, a cui concorre anche la povertà alimentare: mangiare in maniera nutrizionalmente completa è costoso, farlo a tutti i pasti è un lusso. Si calcola che, in Italia, il 7,9% della cittadinanza fa un pasto completo dal punto di vista nutrizionale ogni due giorni. La malnutrizione e altre fonti di stress, dovute ad una situazione di indigenza, aumentano la probabilità di sviluppare patologie gravi o croniche. Accedere alle cure del Servizio Sanitario Nazionale, però, è diventato frustrante per tutti, a causa delle lunghe liste d’attesa e dei costi delle prestazioni. Quindi, chi non può rivolgersi al privato, semplicemente rinuncia: nel 2024 il 9,9% della popolazione ha rinunciato a prestazioni necessarie.
La regione Marche si avvicinava spaventosamente a questa media nazionale già nel 2023: secondo l’osservatorio Gimbe, il 9,7% dei cittadini aveva rinunciato alle prestazioni del Servizio Sanitario Nazionale.
Nella regione le liste d’attesa sono lunghissime e per alcune specializzazioni si rischia di trovarle chiuse già alla fine di Gennaio; il sistema regionale di prenotazione soffre black out continui e i marchigiani si trovano spesso a dover raggiungere l’Emilia Romagna per ottenere una prestazione.
A questo si somma una crisi abitativa importante, tra affitti che crescono vertiginosamente e bandi per l’assegnazione degli alloggi popolari, che hanno troppo spesso tempi incompatibili con lo stato emergenziale di alcune famiglie.
E’ il caso di Civitanova Marche: nel Febbraio 2024 era stato pubblicato un bando per l’assegnazione di 39 alloggi di edilizia agevolata, a cui avevano risposto 220 nuclei familiari. A Marzo del 2025, non c’era ancora traccia neanche della graduatoria provvisoria.
Le Marche, quindi, continuano ad essere una regione in sofferenza e lo dimostra che la Caritas ha assistito 13 famiglie residenti su mille. Nell’intero Paese, la media si attesta a 6 su mille.
L’Italia sta attraversando una fase di cronicizzazione della povertà e detiene il primato in Europa per trasmissione intergenerazionale della stessa.
Sì, se nasci povero è molto probabile che la tua vita non migliori granchè e non è una questione d’impegno.
Nascere in un contesto di instabilità economica disincentiva a proseguire gli studi, spesso perché si sente la responsabilità di aiutare la propria famiglia, di non mettere in salvo solo se stessi ma di tenere a galla anche il resto del nucleo familiare.
Inoltre, i giovani studenti fanno i conti con diverse realtà scoraggianti: borse di studio insufficienti a coprire davvero il costo degli studi, possibilità di accesso a tirocini solo tramite università private, difficoltà causate dall’ansia cronica dovuta ad un sistema scolastico che non tiene conto di quel che sei ma solo del voto che prendi.
Povertà, quindi, è plurale ma quel che rimane è spesso un risultato al singolare: l’isolamento.
Vivere una vita in cui l’unica operazione è la sottrazione, che sia del riposo o dello studio, del tempo con i propri cari o di quello per se stessi, non è sostenibile. A lungo andare la condizione di indigenza può concorrere alla vergogna e al senso di colpa di “essere poveri” e porta ad isolarsi, ad ammalarsi e a maturare una sfiducia tale che, nella pratica politica, porta all’astensionismo.
E’ qui che si mostra la fragilità strutturale dell’Italia: la povertà è il risultato di anni di politiche attive insufficienti, finanche fallimentari; di decisioni politiche che hanno portato ad una polarizzazione tra i ricchi ed i poveri, unitamente ad un progressivo assottigliamento della classe media. E non c’è niente di cui vergognarsi ma molto per cui combattere.
Plurale, infatti, è anche la collettività. L’impegno di realtà associative come Caritas Italiana, la creazione di strumenti per la circolazione gratuita dei beni come “Condivisione è cura” di Francesca Bubba ed anche la tenacia di iniziative popolari come quella del Comitato Nazionale “Ma quale casa?”, per inserire il diritto all’abitare in Costituzione, dimostrano che, nonostante le difficoltà, la collettività gode di buona salute.
Quindi, seppur non toccherebbe a noi prenderci cura delle emergenze di cui dovrebbe occuparsi lo Stato, c’è un “frattempo” di cui dobbiamo prenderci la responsabilità: mentre chiediamo a gran voce un cambiamento nella classe politica, non chiudiamo gli occhi alle necessità di chi abbiamo intorno.
Bibliografia
Alice Facchini, Poveri noi. La classe media in bilico, 2025, Trento, Il Margine pp. 6-8
Caritas Italiana, Report statistico 2025. “La povertà in Italia”
Chora Media, Actionaid, La mia parte, 2023, ep. 1. Incomunicabilità, 31 Ottobre 2023, a cura di Antonella Serrecchia, Valentina Piva, Matilde Quarti
Comitato Nazionale “Ma quale casa”, 2025
Cronache Maceratesi, articolo del 12 Marzo del 2025
Istat, Rapporto annuale 2025. La situazione del Paese
Fabio di Todaro, La povertà è la vera minaccia per la salute, articolo del 26/03/2019 (aggiornato 01/12/2020), Magazine Online, Fondazione Umberto Veronesi
Francesca Bubba, Condivisione è cura, 2025
Giovanni Volponi, Ricci in città: tuoni su sanità ed infrastrutture, 15/06/2025, Il Resto del Carlino
Giorgio Sbordoni, Marche, i cittadini rinunciano alle cure sanitarie, 14/10/2024, Collettiva
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